Effettivamente gestire una famiglia di sei persone è come gestire una piccola impresa alimentare a conduzione famigliare. Oserei dire una buona locanda dove l’economo si occupa di gestire entrate e uscite nel tentativo di far quadrare i conti mentre la cuoca rende conto della spesa e degli ingredienti che devono essere buoni e sani prima di tutto, e poi abbondanti! Ci sono frequentatori assidui che lavorano nei paraggi e consumano quotidianamente i pasti presso la nostra tavola. Gente alla buona, di compagnia, ma dai gusti raffinati… non si accontentano quasi mai del piatto del giorno, chiedendo con gesti affettuosi e fare lezioso sempre una seconda opzione… a volte una terza…
La domanda di rito che viene posta al mattino, quando ciondolanti si avvicinano ognuno alla propria colazione (che è ovviamente diversa per ognuno di loro) è sempre la stessa:
COSA SI MANGIA OGGI?
Qualunque risposta tu darai, la domanda verrà ripetuta da ogni singolo cliente fino al momento della messa in tavola. Al che, sgranando gli occhi, ti diranno: “però potevi dircelo che c’era questo da mangiare oggi!”
Questa locanda insomma profuma sempre di cibo, da quando ci si alza a quando si va a dormire. Spesso la cuoca redige il menù settimanale per pianificare la spesa, a volte si lascia trasportare dall’entusiasmo giornaliero e cambia pietanza. Ci sono alcuni giorni in cui lascia il timone della sua cucina a chi ha piacere di cimentarsi, e in quei rari casi è una delizia lasciarsi coccolare dai diversi aromi che provengono dalle padelle. Anche il bruciacchiato assume un sapore diverso, perché sa di amore, di apprendimento e futura esperienza e soprattutto di indipendenza.
Ogni tanto la cuoca e l’economo si domandano cosa sarà di questa locanda quando i nostri avventori troveranno lavoro da altre parti! Nel loro futuro immaginano una tavola più grande, comunque sempre apparecchiata e pronta a radunare attorno tanti altri piccoli clienti vocianti e schiamazzanti. Ma cosa ha in serbo il futuro per noi non lo sappiamo. Pertanto, cito il Maestro Oogway:
“Ieri è storia.
Domani è un mistero ma oggi è un dono,
per questo si chiama presente.”
Ed io me lo tengo stretto!



